Il termine elettrosmog è un neologismo ormai diffuso per definire l’inquinamento elettromagnetico prodotto dall’uomo che si sovrappone, in modo caotico, a quello costituito da fenomeni elettromagnetici naturali, di origine cosmica e tellurica, i cui effetti diventano particolarmente significativi nei luoghi di lavoro, sui mezzi di trasporto e nei luoghi dove si riposa.

Internet è una fonte ricca di informazioni sull’elettrosmog, è possibile accedere ad ampia letteratura, ricerche, inchieste, video, documentari, ovviamente lasciando alla capacità critica del lettore di selezionare le fonti più attendibili e autorevoli, distinguendole dalle altrettante teorie fantasiose che circolano sui media. Informarsi correttamente sull’argomento significa poter adottare comportamenti e abitudini più consapevoli e prendere precauzioni, per difendersi ed evitare i danni subdoli di questo fenomeno invisibile.

In epoca di pandemia abbiamo tutti imparato l’importanza di due concetti fondamentali: princìpio di precauzione e prevenzione. Di questi tempi, questi due concetti sono costantemente utilizzati, in ogni occasione di comunicazione ufficiale, dalle più alte istituzioni governative, dalle task force e dai comitati scientifici incaricati, quali basi integranti dei fondamenti scientifici. Dalle parole ai fatti, il primo doveroso passo è informarsi, ma attenzione alle fake news, tanto quanto alle sbrigative censure che strumentalmente le “liquidano” come tali. Da qui è possibile prendere visione di una significativa selezione di documenti.

Il cellulare causa il cancro? Le ricerche e come evitare rischi

Video LE IENE| di VIVIANI | 

Spesso si limita l’attenzione all’intensità o alle frequenze de campi elettromagnetici, trascurando la relazione diretta con le variabili più importanti nella pratica quotidiana: distanze e tempi di esposizione.

Se le prime due dipendono essenzialmente dalle caratteristiche delle infrastrutture e degli strumenti che la tecnologia moderna mette a disposizione, è corretto evidenziare che comportamenti più consapevoli, responsabili e attenti possono ridurre i tempi di esposizione e aumentare le distanze dalle fonti emananti, riducendo sensibilmente i rischi per la salute.

L’industria si limita a condurre test basati sull’effetto termico, tra l’altro manipolando le distanze in modo da rientrare nei già “generosi” parametri di legge. Si sente spesso, anche da autorevoli esperti, ricercatori, scienziati, fare  distinzioni tra effetti termici ed effetti non termici. Ciò, oltre a dare spazio a interpretazioni strumentali, ci appare inappropriato; ci sembra più corretto parlare in ogni caso di “espressione termica” variabile degli effetti, da considerare sempre relativamente al tempo di esposizione e in un contesto biologico, ancorchè governato da meccanismi biochimici e impulsi elettromagnetici.

Inoltre risulta riduttivo limitare la questione rischi per la salute a cancro si, cancro no, trascurando altri sintomi, disturbi rilevanti ed effetti dannosi importanti che si manifestano a breve e medio termine. Mai come in questa epoca ipertecnologica e in questo particolare periodo è importante mantenere, preservare e ottimizzare la massima efficienza del sistema immunitario, per difendersi al meglio da mali stagionali, infezioni e virus.

Il buon senso e un sano princìpio di precauzione consigliano di considerare le radiofrequenze e microonde quali agenti debilitanti e per questo responsabili di deficit o riduzioni delle difese immunitarie. Per esempio, quasi sempre gli studi clinici concordano nel dimostrare una significativa influenza delle radiofrequenze e microonde sullo stress ossidativo ovvero sull’aumento dei radicali liberi, notoriamente dannosi e tra i primi responsabili di effetti cancerogeni, nel medio e lungo periodo. Infatti, tali effetti dannosi dello stress ossidativo sono talmente noti che le industrie farmaceutiche, nutraceutiche e alimentari fanno business multi bilionari proponendo farmaci, parafarmaci, integratori, omeopatici, concentrati, bevande, “super food” e le più diverse versioni industriali di alimenti e prodotti con proprietà antiossidanti.

Diversi studi mostrano come l’esposizione a campi di disturbo elettromagnetici possano alterare o addirittura compromettere la qualità del sonno, innescando ulteriori complicazioni e rischi rilevanti per la salute.

Spesso si limita l’attenzione all’intensità o alle frequenze de campi elettromagnetici, trascurando la relazione diretta con le variabili più importanti nella pratica quotidiana: distanze e tempi di esposizione. Queste ultime, in particolare, sono condizionate da cattive abitudini, comportamenti imprudenti e dai luoghi in cui si passa la maggior parte del proprio tempo ovvero abitazione, mezzi di trasporto e luoghi di lavoro.

Inail condannata a corrispondere un vitalizio a un lavoratore costretto a utilizzare il cellulare più di tre ore al giorno senza protezioni.

La giurisprudenza, persino in Italia, ha riconosciuto il nesso causale d’invalidità, in luogo giudiziario e la legislazione europea (già dal 2013) ha emanato un importante Direttiva comunitaria nel merito (UE 35/2013).

DIRETTIVA 201335UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 26 giugno 2013

sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) (ventesima direttiva particolare ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE) e che abroga la direttiva 2004/40/CE

DIRETTIVA 2013/35UE DEL PARLAMENTO EUROPEO
DIRETTIVA 201335UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 26 giugno 2013

PDF_DOWNLOAD DIRETTIVA 201335UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 26 giugno 2013

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Inspegabilmente, pochi sanno che in rispetto dei termini di applicazione della Direttiva Europea 2013/35, la stessa ha dato origine al D.L. 159/2016, imponendo a tutte le imprese italiane l’onere di rilevazione del rischio elettromagnetico e la relativa revisione del piano sulla sicurezza del lavoro. (GU192 18/08/2016)

DECRETO LEGISLATIVO 1° agosto 2016 n. 159. Attuazione della direttiva 2013/35/UE-GU-192-180816

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PDF_DOWNLOAD International_EMF_Scientist-Appeal_version September 8, 2017 (full)
PDF_DOWNLOAD Italian_EMF_Scientist_Appello_2017  (synthesis)
PDF_DOWNLOAD Dr Fiorenzo Marinelli IGM CNR- Rapporto rischi biologici 29.4.2015
PDF_DOWNLOAD LETTERA-APERTA-AL-PARLAMENTO-DELLA-TASK-FORCE-PUBBLICA-4
PDF_DOWNLOAD 2015-Bruxelles-International-Scientific-Declaration-on-Electromagnetic-Hypersensitivity-and-Multiple-Chemical-Sensitivity
PDF_DOWNLOAD DIRETTIVA 201335UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 26 giugno 2013

PDF_DOWNLOAD DECRETO LEGISLATIVO 1° agosto 2016 n. 159. Attuazione della direttiva 2013/35/UE-GU-192-180816

PDF_DOWNLOADDLgs_010816_159_allegato 1 XXXVI-GU-192-180816

PDF_DOWNLOADALLEGATO XXXVI DLgs 9 aprile 2008, n. 81 – GU 30-04-2008

PDF_DOWNLOAD M.L. Pall 2013 – Electromagnetic fields act via activation of voltage-gated calcium channels to produce beneficial or adverse effects
PDF_DOWNLOAD Sentenza Cassazione 3.10.2012 INAIL vs Innocente M.
PDF_DOWNLOAD OMS Comunicato Stampa n.208 31.05.2011

PDF_DOWNLOAD LEGAMBIENTE – Decalogo sull’uso dei telefoni cellulari

PDF_DOWNLOAD LEGAMBIENTE – Elettromagnetismo Minimizzare le esposizioni, gli strumenti e le normative

L’era dell’innovazione tecnologica – Cosa dicono esperti e ricercatori

Fonte corriere.it DATA ROOM

 

 

Nel frattempo la comunità scientifica si interroga e desta non poche preoccupazioni sull’imminente lancio delle tecnologie 5G, previsto a livello planetario già dal 2021 e già attivo in fase sperimentale, in alcune città italiane.

5G - Sperimentazione in Italia

Spesso si limita l’attenzione all’intensità o alle frequenze de campi elettromagnetici, trascurando distanze e tempi di esposizione che ad esempio diventano di rilevante importanza nelle aree wi-fi o semplicemente portando costantemente un telefono cellulare in tasca o a stretto contatto, con importanti esposizioni ed intensità oltre a farne uso mediamente almeno 2 ore al giorno.
Nella vita quotidiana, vanno considerate con attenzione le situazioni di costanti esposizioni, sui mezzi trasporto, nei luoghi di lavoro e nelle private abitazioni, in prossimità di elettrodotti e ripetitori wireless, tv, satellitari e telefonia. In particolare, gli esperti lanciano l’allarme sulla diffusione del 5G, proprio perchè affermano che non ci sarà luogo in cui si potrà “sfuggire” agli effetti nocivi di tali “interferenze sui processi biologici”, ponendo l’attenzione su altri due parametri critici significativi: la densità* ovvero la potenza (intensità) per metro quadro e la pulsazione (l’attività pulsante dei segnali direzionali). Dovremo abituarci quindi a considerare non solo le frequenze di banda, ma anche le frequenze di pulsazioni variabili.

Va detto che le antenne 5G sviluppano una potenza relativa circa 10 volte inferiore (1 ordine di grandezza) rispetto alle tradizionali antenne “isotrope” **, ma si stima che le applicazioni di questa tecnologia prevedono la presenza di circa un milione di trasmettitori e device per chilometro quadrato. Si noti infine la necessità di antenne ravvicinate ridurrà significativamente le distanze, aumentando se possibile i tempi di esposizione a campi maggiormente significativi. Relativamente ai fattori di rischio, la riduzione di potenza dei segnali di un solo ordine di grandezza non compenserà la riduzione delle distanze medie necessarie a far funzionare le tecnologie 5G. Questo perchè la distanza, dal punto di vista fisico, è il parametro critico più rilevante ovvero di maggior “peso”.

* gli esperti stimano che la densità elettromagnetica di fondo ambientale nelle nostre città potrebbe aumentare di milioni di migliardi di volte.

** occorrono 3 “antenne” 5G direzionali (120º), per trasmettere i segnali a 360º, come fanno attualmente le antenne isotrope

5G - Piano Italia 2019-2021

 

Diversi studi mostrano come l’esposizione a campi di disturbo elettromagnetici possano alterare o addirittura compromettere la qualità del sonno, innescando ulteriori complicazioni e rischi rilevanti per la salute.

Senza mai dimenticare che il corpo umano è mediamente composto da acqua per il 75%, gli studi scientifici dimostrano che le cellule degli esseri viventi nel loro normale funzionamento scambiano costantemente informazioni tra loro con frequenze elettromagnetiche. È facile intuire come i campi elettromagnetici artificiali, quali forze caotiche, possano essere un potenziale elemento di interferenze continue con tali funzioni biologiche e di conseguenza mettere a rischio la buona salute del vivente; i campi di disturbo vanno così ad influire sulle funzioni biochimiche, conducendo a sintomi comuni e nel tempo, potenzialmente a patologie anche gravi.

FONTE Corriere.it DATA ROOM

Avvertenze – Precauzioni – raccomandazioni -FONTE Corriere.it DATA ROOM

 

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